L’UTILIZZO DELLE APPLICAZIONI DURANTE IL LOCKDOWN

Il lockdown  imposto per contenere i contagli del covid-19, ha costretto milioni di persone a restare chiusi in casa. Ha però favorito la crescita delle app con un boom del 40% in più nei download nel primo trimestre rispetto a prima della pandemia. Incrementi registrati principalmente nel periodo di aprile continuato fino a giugno.

 Il coronavirus ha fatto si che lo smart-working fosse nelle giornate di ogni lavoratore, ampliando così l’utilizzo di device e delle conseguenti applicazioni. Prendiamo in considerazione, ad esempio, le diverse app che hanno permesso le videochiamate per il lavoro, come “ZOOM” (che è al secondo posto delle app più scaricate) o “WEBEX” o ancora “MICROSOFT TEAMS” e “GOOGLE MEET”, che hanno dominato il mercato, insieme ad app che venivano utilizzate anche nel pre-lockdown (come “skype”). Queste  applicazioni che hanno permesso la DAD (didattica a distanza), migliorando con il tempo anche i servizi connessi. E non solo, anche app che hanno permesso la condivisione di file partendo dal più classico “Dropbox” passando poi anche per “Google Drive” e diversi altri.

Il lockdown è stato caratterizzato, però, anche dalla cosiddetta “spesa online” che non riguarda solo il normale acquisto dai colossi in questo settore, come “AMAZON” (ricordiamo che l’utilizzo era elevato anche nel pre-lockdown e che con le restrizioni è solo aumentato), ma spesa anche alimentare e beni di prima necessità con app come “ESSELUNGA OnLine” o “CONAD”,  nonostante ci fosse la possibilità di acquisto in loco. Per quanto riguarda questo ultimo punto, per fortuna, sono state create app che hanno permesso di monitorare i tempi di attesa delle file che si creano al di fuori dei supermercati, app come “DoveFila”, aggiornata in tempo reale sfruttando il feedback degli utenti.

La tecnologia digitale si è espansa anche nello svago di ogni giorno, in app come “Tik-Tok” che è presente negli smartphone di tutti ragazzi, così come dimostra il primato che detiene per essere l’app più scaricata, altre app sono “Amazon Prime Video” e soprattutto “NETFLIX” (la cui quotazione ha toccato livelli sorprendenti, grazie all’aumento degli abbonamenti mensili registrando un +332% di accessi), o ancora “Twitch.tv” che ha permesso lo streaming.

La classifica delle app continua con quelle di dominio di Mark Zuckerberg (“WhatsApp” “Facebook” “Instagram”) scaricate dalla maggior parte degli utenti di età principalmente giovanile prima della pandemia, ma che ha avuto un boom nelle persone di età compresa tra i 40 e i 50 anni.

Fra le applicazioni più richieste vi sono state anche quelle legate al fitness per esercizi alla portata di tutti da poter eseguire facilmente in casa, in seguito alla chiusura delle palestre e il divieto di svolgere attività fisica all’estero, app utilizzate come una valvola di sfogo e per mantenersi in forma, ricordiamo “Adidas Training” “FitBit coach” e anche“Nike Training” ma soprattutto “Down Dog” utilizzata per la pratica dello yoga ad ogni livello. Scaricare lo stress è stato fondamentale per ogni individuo, aiutati anche da applicazioni per la meditazione come “HeadSpace” e “Smiling Mind”.

I servizi di maggiore rilievo sono stati quelli offerti dalle app di food-delivery, che hanno permesso a esercizi e ristoranti di poter continuare la loro attività, applicazioni come “Just Eat”  “Deliveroo”  o   “Consegnam” (nel beneventano), incrementati da servizi come quelli del WINE DELIVERY, osserviamo ad esempio “Winelivery” che ha avuto un incremento del 36%. Il food-delivery resta comunque un’attività centrale per i centri di ristorazione, diversi studi hanno dimostrato che gli individui hanno iniziato a sfruttare questi servizi durante la quarantena e non possono più farne a meno, principalmente per la semplicità con la quale si possono effettuare gli ordini, la comodità e per le grandi varianti di prestazioni che offrono al giorno d’oggi le app di delivery in generale.

Un’importante sviluppo si è registrato per le piattaforme e le app che hanno permesso di visitare musei, città e piazze italiane comodamente dal proprio divano come ad esempio “Italia VR” che proietta un viaggio nella penisola italiana.

Il tempo per imparare non è di certo mancato e si è colta l’occasione per studiare nuove lingue e approfondire quelle già conosciute. Tantissime piattaforme hanno offerto i loro corsi online, tra cui quella di “Babbel” o ancora “Coursera” che ha inserito corsi non solo sulle lingue ma anche su altri temi e argomenti interenti all’università in tutti i suoi ambiti.

Nonostante la quarantena obbligatoria sia finita la maggior parte di queste applicazioni continuano ad avere forte utilizzo nella vita di ogni giorno, alcune in maniera più rilevante come quelle per la didattica a distanza e lo smart working, altre sono state quasi abbandonate come quelle per la spesa alimentare online.