Strategie Emergenti: Il Caso Nestlé

Henry Mintzberg in “Crafting strategy” illustra la differenza tra la tradizionale strategia deliberata e quella emergente.

La strategia deliberata adotta un approccio top-down,viene concepita ed elaborata dai dirigenti.

 Si basa sulla vision, mission e i valori aziendale per arrivare alla formulazione di determinati obiettivi.

Nella realtà, raramente la strategia effettivamente realizzata coincide con quella deliberata. 

La strategia emergente, appunto, emerge dall’apprendimento empirico. Viene prima compiuta e poi “pensata”, perché si rende necessaria per poter affrontare e gestire cambiamenti imminenti del mercato. 

Nel 1860, il farmacista Henri Nestlé avvia la propria attività creando un alimento per tutti quei neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di intolleranze.

Agli inizi del 900 l’azienda inizia la sua crescita acquisendo fabbriche negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Spagna. La sua produzione raddoppia per tutta la durata del primo conflitto mondiale, grazie alla richiesta di prodotti caseari.

Alla fine del conflitto, però, la maggior parte dei consumatori tornò al latte fresco.

La prima strategia emergente dell’azienda viene attuata proprio in questa occasione, sia per rispondere al calo dei profitti, sia per far fronte ai cambiamenti del contesto sociale, politico ed economico: viene avviata la produzione di cioccolato, attività che ancora oggi è la seconda più importante per la Nestlé.

LA SECONDA STRATEGIA EMERGENTE 

Superata questa crisi, l’azienda viene travolta dalla seconda guerra mondiale: i profitti calano da 20 a 6 milioni di dollari in un solo anno.

Furono aperte nuove fabbriche in molti paesi in via di sviluppo, soprattutto in America Latina.

Fu proprio l’avvento della seconda crisi a portare l’azienda a creare un nuovo prodotto: il Nescafé, il caffè solubile.

In questo modo si riesce anche a gestire un’eccedenza di produzione di caffè rimasta invenduta nei magazzini in Brasile.

La fine del secondo conflitto bellico portò la Nestlé a una rapida ascesa e a numerose acquisizioni.

Possiamo concludere che per le imprese è fondamentale saper fronteggiare gli ostacoli che il mercato pone, saper reagire e sapersi adattare alle esigenze in continuo cambiamento, ma non solo.

Nestlé è stato un vero e proprio artigiano, come lo definirebbe Mintzberg, perché ha avuto una visione periferica e ha saputo individuare e cogliere i tempi più adatti per affrontare un cambiamento. 

Però, analizzando in maniera più approfondita il caso, si può notare che non si è solo adattato, ma ha adattato la sua strategia emergente a una situazione già fortemente critica, la seconda guerra mondiale. Infatti, i vertici della filiale Usa della multinazionale riuscirono a convincere l’esercito americano ad inserire il caffè solubile nella famosa razione K, che veniva fornita alle truppe impegnate nelle operazioni belliche.

Questo portò al grande successo e l’avvio della produzione in larga scala.