Legal Design

Avete mai provato l’ebbrezza di aprire un conto corrente riuscendo a leggere e comprendere tutti i documenti che vi hanno fatto firmare? Oppure, avete mai accettato la cookie policy di un sito web dopo averla visionata integralmente? Se la risposta è no, non vi preoccupate: non siete i soli. E anche se sembra un problema di scarso rilievo, non è così. Ormai ci siamo quasi abituati all’idea che alcune informazioni giuridiche siano esclusivamente comprensibili ai giuristi, nonostante riguardino la collettività. Alcuni studiosi si sono opposti a questo naturale stato delle cose, creando un approccio completamente nuovo al diritto sintetizzato nel Legal Design. La chiave di volta è l’unione del diritto alle logiche del design thinking. In pratica, la progettazione del documento giuridico parte dalle necessità del cliente, andando a semplificare questioni complesse e non viceversa. Riprendendo l’esempio del conto corrente, tra i tanti documenti che mi hanno presentato c’era anche un elenco di tutte le possibili truffe che avrei potuto subire. Penso che se l’obiettivo era quello di informarmi ed evitare episodi di phishing bancario, non sia stato raggiunto. In effetti, la struttura del testo in questione non rispondeva alle esigenze di rapidità unite alla scarsa soglia di attenzione di una tipica mattinata affollata in banca. E se al posto di una sterile lista avessero utilizzato delle immagini, magari a fumetti? Forse il risultato sarebbe stato diverso…

Ma allora la domanda è: perché mai un professionista o un’azienda dovrebbe adottare questo genere di soluzioni? Sicuramente, avere dei cittadini più istruiti e consapevoli dei propri diritti e doveri è un obiettivo a cui deve tendere tutta la società. Al di là del principio solidaristico, il legal design potrebbe essere un modo per migliorare il rapporto con il cliente o per essere più produttivi … Si pensi ad un avvocato che deve fare una consulenza: quanto tempo risparmierebbe se per spiegare le questioni basilari del problema al cliente utilizzasse dei grafici esplicativi? In questo modo potrebbe passare direttamente alla trattazione delle questioni più complesse, risparmiando tempo da poter dedicare ad altri clienti. Non si tratta di eliminare la professione forense, ma di semplificarla aumentandone il profitto.

Inoltre, uno dei centri di ricerca più accreditati nel settore è il Legal Design Lab della Stanford University, guidato da Margaret Hagan. Il loro obiettivo è proprio quello di scoprire i vantaggi dell’interazione tra design e law, mettendo in comunicazione persone con formazioni accademiche diverse. Per i più curiosi, proprio la Hagan ha messo a disposizione una guida online sul proprio sito per essere introdotti al design thinking. Sarà proprio questa nuova frontiera del diritto a eliminare le barriere che spesso si formano tra i professionisti e i cittadini comuni?

Foto: Margaret Hagan