Il fenomeno TikTok: un focus sugli aspetti funzionali e critici del “new generation social media”

Tiktok, conosciuto inizialmente come musical.ly e come Douyin in Cina, nasce nel settembre del 2016 con una missione ben definita: ispirare la creatività e portare allegria. (www.tiktok.com/about, 2020)

L’app di intrattenimento più scaricata del momento, infatti, permette agli utenti di creare brevi clip musicali di durata variabile (dai 15 ai 60 secondi), modificare la velocità di riproduzione, aggiungere filtri ed effetti particolari ai loro video.

C’è, ovviamente, anche la possibilità di fare delle dirette video. Ed è proprio durante queste ultime che si possono acquistare, letteralmente e grazie a delle monete virtuali, emoji a pagamento: servono a dimostrare apprezzamento per il contenuto che si sta guardando ma, anche, per far guadagnare un po’ di visibilità al proprio profilo. (www.insidemarketing.it, 2020)

Un’idea semplice, ma allo stesso tempo geniale ed innovativa, che ha permesso alla piattaforma dell’azienda ByteDance, di conquistare il mercato dell’intrattenimento e il social network più popolare tra i giovanissimi. (www.stateofmind.it, 2020).

Tiktok conta oltre 100 milioni di utenti mensili attivi negli Stati Uniti, 2 miliardi di utenti a livello globale, 50 milioni di utenti statunitensi attivi al giorno (con un aumento di quasi l′800% rispetto a gennaio 2018). La sua performance mensile nel mondo supererebbe quella di Twitter (81 milioni di utenti), Pinterest (67 milioni), Snapchat (46 milioni). Ma soprattutto sta incalzando Facebook con i suoi 2,7 miliardi di utenti mensili attivi a livello globale.

A cosa è dovuto questo enorme successo? E soprattutto perché è così famosa tra i giovani?

Un punto di assoluta forza dell’app è la sua User Experience, ossia la facilità d’uso con cui è possibile interagire su Tik Tok.  Basta infatti aprire l’app, senza bisogno di registrarsi, e l’utente si ritrova catapultato nel flusso nella pagina principale della piattaforma in cui può, da subito, vedere le clip create e caricate dagli iscritti. Diverse sono le tipologie di contenuto che è possibile apprezzare sulla piattaforma:

  • Video musicali: composti da giovani che si filmano da soli mentre ballano con le hit del momento.
  • Video di animali domestici: raffiguranti gatti che danzano o cuccioli addormentati
  • Video comici: che costituiscono la maggior parte del contenuto di Tik Tok, e vede protagonisti ragazzi che recitano le scene più divertenti dei loro film preferiti.
  • Video tutorial: ossia video didattici che insegnano agli utenti qualunque cosa, da come creare uno squalo anguria a come smascherare un trucco magico.
  • Video di bellezza: realizzati da ragazze appassionate per il make-up, che mostrano le loro abilità di trucco cercando di imitare e di riprodurre le tecniche mostrate da modelle famose.
  • Video promozionali: in cui gli influencer promuovono un prodotto o un servizio alla propria utenza. (www.un-usual.it, 2020)

Ed è proprio in questa ultima categoria di video in cui si inserisce il cosiddetto “content marketing”, che consente di sponsorizzare i contenuti e inserire link cliccabili con TikTok Ads con 4 modalità differenti:

  1. Hashtag challenge, collegando un hashtag al proprio collegata a un hashtag. Un po’ come ha fatto Guess che con #InMyDenim invita gli utenti a vestire un capo della nuova linea e a filmarsi in posti interessanti 
  2. Brand takeover: video pubblicitari inseriti nella schermata iniziale in esclusiva 
  3. In-feed native video: video nativi presentati nell’area “Per te”
  4. Brand lenses: effetti personalizzati in stile Shapchat che gli utenti possono usare. (https://it.semrush.com/)

Ma è così tutto oro ciò che luccica?

Tra le critiche mosse alla piattaforma del momento, quella più rilevante riguarda la questione privacy. Milioni, infatti, sono i minori che espongono la propria immagine sul web senza alcun controllo o protezione, mostrando purtroppo spesso molti aspetti anche fisici, pur di apparire e conquistare un “successo facile”. Nonostante l’età minima per la registrazione su TikTok sia di 13 anni, e che purtroppo non esistano regole rigide per farla rispettare, l’unico filtro è la vigilanza ed il buon senso da parte dei genitori, che con il tempo cedono alle richieste dei nativi digitali, sia sotto forma di capriccio oppure per non sentirli esclusi dagli altri utilizzatori.

Ciò  potrebbe rendere TikTok un potenziale covo di persone malintenzionate, le quali registrandosi ed attivando account gratuiti ed anonimi, hanno accesso ad un notevolissimo catalogo di video di teenager e bambini che si mettono in bella mostra e che vogliono apparire per acquisire più likes e visualizzazioni possibili. Per tale ragione si rende importante e necessario, da parte dei genitori, insegnare un uso consapevole di TikTok, riportando in auge lo scopo principale per cui era nata la piattaforma: formare ed informare, attraverso attività di social education, corsi, colloqui con i figli, video, seminari, cercando di gestire il disequilibrio tra online e offline e di avvicinare il fenomeno digitale alla realtà.