A che serve il Presidente della Repubblica?

Il mese di gennaio è stato sicuramente segnato dall’elezione del Presidente della Repubblica. Era da tanto tempo che non si creava un dibattito così acceso su questa figura e sulla sua importanza, quasi incomprensibile. In effetti, in tanti si saranno chiesti: ma a cosa serve il Presidente della Repubblica? Perché tutte queste battaglie politiche per un ruolo che sembra non avere grande incidenza? Si, “sembra”.

Per poter comprendere la sua centralità, dobbiamo partire dal fatto che l’Italia è una repubblica parlamentare, dato che solo il Parlamento è eletto direttamente dai cittadini ed è l’organo più rappresentativo che abbiamo. Mediante un susseguirsi travagliato di scrutini, ogni sette anni i grandi elettori (deputati, senatori, delegati delle regioni) sono chiamati ad eleggere il Presidente della Repubblica. 

I suoi poteri principali sono elencati nella Costituzione: garante dell’unità nazionale, autorizzazione dei disegni di legge e promulgazione, nomina di 5 membri della Corte costituzionale… In realtà, tutti questi compiti valgono poco se non sono affiancati dall’arma principale: la sua personalità. Non è un caso se alcune figure che si sono susseguite negli anni abbiano lasciato il segno più di altre, soprattutto grazie al loro carattere. Si pensi a Cossiga e alla sua battaglia per far tornare il CSM ai suoi compiti originari, nel periodo in cui era utilizzato come strumento di potere. Forse non tutti sanno che fu proprio lui a mandare le camionette dei carabinieri in piazza Indipendenza a Roma, dove si trovava (e ancora oggi è li) la sede del Consiglio, per mandare un messaggio forte ai magistrati. O Pertini, subentrato dopo Giovanni Leone a seguito delle sue dimissioni dovute allo scandalo Lockheed. All’epoca era necessario trovare una persona che rinvigorisse la fiducia delle istituzioni, soprattutto dopo episodi di corruzione internazionale. Quindi, perché non eleggere una ex-partigiano? Tra l’altro, nonostante il suo carattere aspro, la sua naturalezza e l’assenza di formalismi lo hanno reso uno dei presidenti più amati. O anche il Presidente ormai nuovamente entrante, Mattarella, che si è ritrovato in un contesto storico mai vissuto prima. È difficile dimenticarsi la battuta sulla sua pettinatura in pieno lockdown, che lo ha fatto sembrare un cittadino come gli altri. 

Di conseguenza, perché mai sono tutti così interessati a queste elezioni? Individuare il Presidente “giusto” può davvero fare la differenza, sia per i partiti sia per gli italiani. In effetti, è vero che governare affiancato da un capo di stato che condivide i tuoi punti di vista può essere di grande aiuto. Invece, scegliere una persona con un carattere “forte” rischierebbe di creare grattacapi. Ma è utile sottolineare che al di là di qualsiasi nome celebre o meno, la figura “perfetta” sarà solo quella che raggiungerà un obiettivo: avvicinare i cittadini alle istituzioni.

Quindi, forse, chi ci rappresenta ancor prima di essere imparziale deve essere umano?